CRESCIAMO GIOCANDO!

In un frangente storico incerto come quello che stiamo attraversando in cui i servizi rivolti alla prima infanzia mantengono le porte chiuse, i bambini trascorrono la maggior parte del tempo nelle loro abitazioni, svolgendo la loro attività prediletta...giocare!
Il gioco può apparire un semplice passatempo agli occhi adulti, ma in realtà é molto di più: esso é uno degli strumenti attraverso cui si costituisce l’identità dei bambini.
Esplorando, manipolando e sperimentando il bambino impara a conoscere le parti del corpo, le sue funzioni e i suoi limiti. Apprende a comunicare e a relazionarsi con gli altri.
Giocare é anche un’emozione, ogni attività genera infatti sensazioni positive che nutrono e alimentano giochi sempre nuovi.
Il gioco così descritto rappresenta il principale canale di comunicazione con il mondo interiore dei bambini. I pensieri e le emozioni si tramutano in intenzioni che, passando attraverso il corpo, danno vita ad azioni.
Giocare é quindi un fenomeno naturale ed é indispensabile allo sviluppo motorio, cognitivo ed affettivo.

Come cambia il gioco dei bambini?
Possiamo individuare due tappe evolutive: quella senso-motoria e quella simbolica.
Il gioco senso-motorio é caratterizzato dall’uso dinamico e reale del corpo. Strisciare, rotolare, lanciare, correre, andare in bicicletta, toccare, strappare sono solo alcuni esempi di come i bambini sperimentino l’equilibrio e il disequilibrio, esplorino lo spazio, ricerchino effetti sensoriali e tanto altro ancora.
Il gioco simbolico é il tipico gioco del “facciamo finta che...” dove oggetti, azioni, personaggi rappresentano qualcosa che non é presente, ma che é possibile immaginare.
Dopo l’anno compare una forma primordiale di gioco simbolico, quando * bambin* imitano gesti conosciuti. Intorno ai due anni inizia a strutturarsi il vero e proprio gioco simbolico, quando si trasformano gli oggetti in ciò che serve, per incanto un mestolo diventa una bacchetta magica, i cuscini un castello, un telo una capanna. Il gioco continua ad evolversi e si mettono in scena situazioni con un copione degno dei più famosi registi e gli oggetti prendono vita.

Che giochi fare a casa?
Con i più piccoli é possibile esplorare, sentire e toccare materiali diversi come stoffe, carta, legno, foglie posti su un pannello, stimolando tutti i sensi. Un’altra attività piacevole e divertente che si adatta a grandi e piccini é il travaso. É possibile esplorare farina gialla e pasta, immersi in una scatola. Per i più grandi travasare acqua e altri liquidi con spugne e contagocce. Oppure ancora spostare oggetti da un contenitore all’altro con l’uso di pinze e bacchette.
Possiamo poi entrare in contatto con il mondo dei nostri bambini facendo parte delle loro storie. E così teli, coperte, cuscini, tavoli e sedie possono diventare un castello, una macchina o ancora un mondo sottomarino, dove l’unica parola d’ordine é divertimento.

Vorrei lasciarvi con questa frase: “L’uomo non smette di giocare perché invecchia, ma invecchia perché smette di giocare.” (George Bernard Shaw).

Buon gioco!

Karin Macchiavelli, Psicologa - Neuropsicomotricista