LE PICCOLE (GRANDI) COSE

"Niente se ne va prima di averci insegnato ciò che dobbiamo imparare" - Buddha

Il vaso di Pandora è stato scoperchiato: tutti i mali in esso contenuti si sono riversati nel mondo. Nel mito, l'unico elemento che resta nel fondo del vaso, è la Speranza.
In una società che ci ha disabituati a stare in contatto con noi stessi, alla solitudine e all'introspezione, ci piombano addosso, fuoriusciti da quel vaso, tutte le nostre paure, e ci avvolgono, ci terrorizzano... Come abitare questo tempo?
Le libertà vengono limitate, la frenesia della nostra quotidianità è un lontano ricordo, le priorità cambiano, le sicurezze si sradicano... e ci troviamo a dover sostare con noi stessi, isolati, da soli, o barricati in casa con la nostra famiglia.
Non per tutti è facile mantenere relazioni equilibrate in spazi così ristretti.
E così impariamo che non solo nessuno è immune al virus, ma anche che nessuno è immune alle varie forme di disagio psichico, che vanno diffondendosi. Fobie, paranoie, disturbi d'ansia, attacchi di panico, disordini alimentari, depressione.
I meccanismi di difesa si attivano, per la nostra autoconservazione: spostiamo e proiettiamo (è colpa dei cinesi! è colpa del governo!), lo neghiamo (non ci pensiamo, ce ne freghiamo..), ci facciamo prendere dal panico (scappiamo! -ma dove?-), lo capovolgiamo nel suo contrario (che meraviglia stare in casa coi bambini! -in isolamento-), lo intellettualizziamo (quante profonde riflessioni filosofiche in questi giorni...) o lo banalizziamo (è come un'influenza!). Ma se guardiamo in faccia la realtà e ci ascoltiamo dentro, cosa proviamo? Siamo tutti disorientati, spaventati, arrabbiati, ansiosi, smarriti, preoccupati, minacciati, fragili, impotenti, e incapaci di permanere in questa incertezza, per il presente e per il futuro.
Perdiamo i nostri punti di riferimento: gli altri, il loro sguardo su di noi, il tocco, il dialogo, il calore, la vicinanza... la Relazione!
Nasce in noi la paura dell'Altro, se usciamo di casa e ci incrociamo stiamo alla larga, ci guardiamo con sospetto, tutto quello che ci rende umani... salta.
La paura e la preoccupazione sono sentimenti che servono a proteggerci e a metterci al sicuro dai pericoli, sono una risorsa, ma il panico e il terrore no, ci fanno agire impulsivamente e slegati dal pensiero.
Guardiamo allora in faccia le nostre emozioni senza lasciarci annientare da esse, dobbiamo nominarle e circoscriverle, accettarle, viverle, esprimerle, condividerle, per permetterci di alleggerirle! Ho letto una frase bellissima in un'immagine: if you can't go outside, go inside!
Cerchiamo di non isolarci più di quanto siamo già costretti a fare, manteniamo, anche se a distanza, i contatti con le persone per noi importanti, diamo spazio ad un pizzico di follia per divertirci inventando con i bambini nuovi giochi, nuovi modi di stare insieme, riscopriamo angoli della casa in cui creare spazi dedicati, cerchiamo di garantirci uno spazio minimo di 'decompressione', fosse una mezzora ciascuno in cui dedicarsi a ciò che ci fa stare bene, ma 'lontano' da tutti.
L'eccesso di prossimità e il sovraffollamento, a volte, diventano pericolosi.
E scegliamo fonti attendibili dalle quali attingere notizie, dedicandoci un tempo limitato per non essere soverchiati da esse, basiamoci piuttosto sui dati scientifici.
Da giorni e giorni penso di scrivere questo articolo, ma possiamo ammetterlo che a volte siamo sopraffatti? E stanchi? A tutto questo dolore ognuno reagisce secondo il proprio essere.
Tutto si amplifica all'ennesima potenza: noia, sensazioni, reazioni... E' facile commuoversi per le piccole (grandi) cose, come chi suona nei cortili, chi regala pizze agli ospedali -la mia vicina che ci regala le frittelle, gli aeroplanini di carta disegnati e colorati che mi hanno lanciato i vicini dai balconi.
Gesti che ci ricordano, in questo vivere asettico, il nostro essere umani. E allora sì, è ancora il momento di dirlo, restiamo umani, restiamo in contatto con il nostro sentire e con le nostre emozioni, perché non esiste emozione negativa, solo l'emozione. Negativa è l'emozione che non ammettiamo a noi stessi.

Chiara Facchinetti - Psicoterapeuta


Disponibile per colloqui via Skype. Info: dr.chiarafacchinetti@gmail.com